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Scisma, Milano - 13 Aprile 2000

Nel 2000 dire Scisma era un pò come dire Classe, Stile, Melodia e Genio. Ancora oggi le vette toccate dalla band del Garda rimangono una chimera per le band contemporanee. Canzoni come L’Innocenza, Rosemary Plexiglass, L’Universo… sono delle perle di rara fattura e ascoltarle dal vivo era un’esperienza che noi ragazzi del Sud Milano non potevamo e non volevamo farci scappare.
Era dal concerto della Donà che contavamo i giorni e quella sera di Aprile di 9 anni fa partimmo da Rozzano con entusiasmo e curiosità. Io dal vivo non li avevo mai visti ed ero davvero emozionato all’idea di assistere ad un loro live, ricordo che andammo in una decina di persone, ricordo Bea, Lello, Assia, Tepore, Deborah forse Silvia mi sembra anche che ci fosse Blando ma nn ne sono sicuro. Ad ogni modo, entrati al Tunnel vedemmo che il palco era coperto da un telo di tessuto fine di colore bianco sporco che lasciava intravedere le luci delle testate e degli amplificatori. Quando le luci si spensero, Paolo Benvegnù vestito in tuta, salì sul palco e iniziò a correre sul posto mentre dall’impianto si sentiva una voce registrata che parlava di amori che finiscono e dell’unica maniera che il protagonista conosceva per superarli: correre e non voltarsi indietro. Col senno di poi ci rendemmo conto che l’amore che stava finendo erano gli Scisma, che si sarebbero sciolti da li a poco, e che Paolo correva senza guardarsi dietro per non soffrire al pensiero di cosa stava succedendo. O così la interpretammo noi.
Finita questa Intro sale la band sul palco e io scorsi Sara Mazo, la cantante, che posizionava uno strano foglio di carta marrone sulla sua spia. Capii subito che quella scaletta doveva essere mia.
Ho passato il concerto davanti a Paolo e ricordo che rimasi a guardare le sue pedaliere per tutto il concerto: ne aveva 2 davanti a se e io, che ero un invasato di pedali e pedalini, avevo gli occhi che mi brillavano ogni volta che sentivo un suono che non conoscevo.
Paolo era un cavallo di razza, uno showman e un grande musicista, e di fatti si è visto come, dopo un periodo ad alzarsi all’alba lavorando da un panettiere a Firenze, è tornato a scrivere delle canzoni con la stessa genialità, anche se, forse, con un pizzico di malinconia in più e con meno spensieratezza. Sara interpretava le canzoni come se ogni testo l’avesse scritto qualche attimo prima e trasudava emozioni mentre il resto della band stendeva un tappeto sonoro da brividi.
A fine concerto recuperai la scaletta di Paolo (la avevo davanti): un foglio a quadretti scritto a penna blu. In un certo senso però la cosa non mi sembrava corretta….il concerto era stato bellissimo ma io lo capii solo dopo un pò di tempo, e poi gli Scisma erano la band preferita di Lello.
Decisi quindi di provare a recuperarne un’altra, allungai la mano sulla spia di Sara ed eccola li: la mia scaletta. Regalai quella di Paolo a Lello, un pò perchè lui significava molto per il mio amico e un pò perchè quella di Sara era più particolare ed eccola qui. In tutto il suo splendore.
In questi momenti mi sento davvero fortunato ad aver passato i miei 20 anni tra concerti e amici.E’ anche grazie a loro che io ho visto gli Scisma al Tunnel!!!!!!
Sfogliando i miei raccoglitori ho trovato delle chicche davvero memorabili di cui vi parlerò e mostrerò già a partire dalla prossima scaletta.
Posted on June 22, 2009 with 5 notes-
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