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The Appleseed Cast, Milano - 12 Febbraio 2003

C’è stato un periodo in cui ho suonato la chitarra in una strepitosa band chiamata Harlequiin?
Era un periodo spensierato, fatto di concerti, prove, pedali, effetti,
sbronze colossali alle Fontanelle, fumetti, focacce alle 4 di mattina da Zio Aldo…praticamente una figata.Era un periodo in cui adavamo pazzi per una band americana chiamata Appleseed Cast di cui cantavamo a squaricagola tutte le volte che tornavamo sfatti dalle fontanelle “Marygold & Patchwork”, tratta dal loro primo disco “The End of Ring Wars”.
Era un pezzo favoloso ed era la canzone con cui ci eravamo innamorati di loro.Mai nella vita avremmo pensato di andare a sentire un loro concerto, dato che la band non è così famosa e pensavamo di conoscerla solo noi ma la vita a volte riserva delle sorprese e il 12 Febbraio del 2003 coronammo il nostro sogno: erano gli headliner di un concerto al Leonkavallo. Suonavano a Dauntaun, uno scantinato piccolissimo e senza palco, colmo di gente che, come noi, non potevano credere di essere li.
Ricordo che prima di loro suonarono i Settlefish che non riuscii ad ascoltare bene data l’aspettativa per i ‘Cast che quando “salirono” sul palco furono accolti da uno scroscio di applausi e urla scatenate.
La sorpresa più grande fu vedere il chitarrista cantante che, ad ascoltare gli album, ce lo eravamo immaginati come un ragazzo pulito e tonico uscito da Dawson’s Creek mentre invece assomigliava più a Mr E. degli Eels con quella barba lunga e nera (se ascoltate una qualsiasi delle loro canzoni capirete di cosa sto parlando). Fatto sta che il set fu breve ma intensissimo, ricordo che il secondo chitarrista ebbe una serie di problemi seri all’inizio perchè non funzionava la pedaliera ma dopo 15 minuti di attesa e bestemmie riuscì a risolvere i problemi e attaccarono con Fight Song.A fine concerto il pubblico chiese un bis a gran voce, urlando “PLAY MARYGOLD!!!!” si può qusi dire che eravamo tutti li per quella canzone. Peccato che la risposta fu “we don’t remeber how to play that song anymore….” e ci suonarono Fishing the Sky, altro pezzone tratto da Mare Vitalis.
A fine concerto mi lanciai sulla scaletta, quella era una sfida seria: di tutte quelle che avevo è quella a cui tenevo di più, non potevo assolutamente tornare a casa senza: non li avrei mai più rivisti, era un Now or Never: presi quella del chitarrista, era l’unico ad averla e la puntavo da prima che iniziassero a suonare. Praticamente da quando stava bestemmiando per la pedaliera.
Fu un’emozione stupenda riuscire a vedere questa piccola indie band del Kansas e per questo devo dire grazie a Cristiano che li scoprì e agli Harlequiin? con cui andai a sentire il concerto insieme cantando dall’inizio alla fine.
Bella ragazzi, ce la siamo proprio spassata, a quei tempi…
Posted on June 25, 2009