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Sigur Ros, Villa Arconati, 26 Luglio 2005

>Domani devo lavorare a Villa Arconati per allestire i camerini.
Ah si? Chi Suona?
>I Sigur Ros
Vengo anche io non mi paghi e mi vedo il concerto.
>OkCosì sono andato a sentire i Sigur Ros per la prima volta, guidando una macchina dentro Villa Arconati alle 7 del mattino, mentre la città dormiva e il sole era appena sorto. Il lavoro che doveva fare lei era allestire i frigoriferi, sistemare i camerini con candele, tappeti e luci in modo tale che le sale della villa fossero accoglienti.
Quello che dovevo fare io era aspettare 12 ore che i Sigur Ros salissero sul palco. Per loro, questo ed altro.
La band arriva intorno alle due, scendendo dal tour bus con compagne e figli, tutti vestiti come fossero usciti dagli anni ‘60. La produzione era in sbattimento perchè la band e la crew era composta solo da vegani e trovare il tofu fresco non fu proprio semplice ma a parte quello, andò tutto bene.
Il palco era allestito sotto una orribile tensostruttura bianca, davanti alla Villa: la location era strepitosa ma per problemi burocratici (leggi: numero di persone massime che possono entrare dato dai posti a sedere sotto la tensotruttura: grazie Siae) non si poteva fare a meno di quell’orrore.
Poco prima dell’inizio del concerto chiesi la scaletta al manager della band e poi andai vicino al palco. incontrai Cristiano scambiammo 4 battute e ci rincontrammo a fine concerto, dopo 2 ore fatte di chitarre suonate con l’archetto, tappeti sonori, esplosioni di distorsioni e arpeggi dolcissimi, con Jonsi che non si capisce come faccia ad avere una voce così intensa e dopo l’ultima meravigliosa canzone.
Tutte le volte che sento Poplagid (in islandese vuol dire Canzone Pop) vengo pervaso da uno strano senso di torpore: è l’ultima traccia di ( ) , dura 10 minuti ed è semplicemnte grandiosa: parte con un arpeggio e con un dilaniante tappeto di chitarra, continua con una melodia malinconica per finire con un crescendo ipnotico. E con 15 minuti di soli applausi, con tutto il pubblico in piedi a rendere omaggio ad una delle band che con una raffinatezza commovente riesce a emozionare il pubblico di tutto il mondo senza mai cantare una parola.
A fine concerto aspettammo che tutti andassero via, scambiai quattro chiacchiere con i ragazzi del Merchandising che seguono la band seguono in tour, da li a 2 giorni sarebbero stati ad Osaka, erano stanchi e sfatti ma visibilmente contenti. Poco dopo arrivò il tour-bus e band e crew andarono via, in quella calda notte di Luglio di quattro anni fa.
Posted on June 28, 2009