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Tool, Bologna - 2 Settembre 2007

Certe occasioni non si posson lasciare scappare: aver la possibilità di dare una mano alla produzione dell’Indipendent Days Festival del 2007 era una di queste, anche se gratis ed il motivo era uno solo: Tool.
Ero al concerto dei Negramaro all’Arena di Verona a Luglio e li ho incontrato Katia, una delle assistenti di produzione con cui avevo lavorato in passato che mi aveva dato questa possibilità: no soldo ma bella esperienza. Per i Tool questo ed altro.
Il backstage era composto da una struttura di pannelli con tanti camerini, una parte comune con il catering e una parte dedicata alla produzione, dove io aiutavo a fare i pass, distribuire i buoni pasto e altre mansioni del genere quando ad un certo punto arriva il tour bus dei Nine Inch Nails. Scende la band al completo tranne Trent Reznor che preferisce rimanere a bordo a giocare a Metroid Prime.
Poco dopo arriva quello dei Tool ed eccomi li, con dei fogli in mano e la bocca spalancata: davanti a me a 2 passi i miei 4 musicisti preferiti che mi passano davanti.
Maynard è basso e ha un Trolley gigantesco, sarà stato 2 volte lui. Dentro ci mette il vino che ogni produzione d’Europa gli regala (il ragazzo produce vino in Arizona) e i costumi di scena. Dietro di lui c’erano la sua ragazza e il bodyguard, un energumeno tipo Danko che non si è spostato dalla porta della camera del suo camerino per tutto il tempo in cui ci è stato. Faccio amicizia con quelli della loro produzione in tour: mi regalano 2 pass di vecchie date (tra cui l’All Areas di Danny dello Sziget) e mi promettono la scaletta del concerto.
Nel frattempo i live sono cominciati da un pò, carini i Petrol, non male i Maximo Park, nulla di che il resto. Riesco a far avere a Blando una scaletta dei Maximo Park autografata dalla band. Son cose.
Alle 21.15 una distrosione fa esplodere l’arena: i Tool sono sul palco: è il momento che aspettavo da luglio. Tirano su uno show spettacolare, con Maynard in una forma stratosferica: 46&2 è la prima volta che la sento dal vivo, durante la parte strumentale di Rosetta Stoned, Maynard che è vestito con pantaloni e borsa a tracollo fa finta di dare i voti alla band, facendo vedere al pubblico dei cartelli con un numero.
Flood è una bella sorpresa, la chiusa con Lateralus e Vicarious è devastante.
Finito il concerto la band torna nel backstage, Maynard si chiude nel camerino, prende il suo megatrolley, la sua ragazza e torna sul tour bus.Dopodichè suonano i Nin. Trent è esagerato. Mai avrei pensato che cantasse così bene. Riesco a sentire Hurt dal palco, un momento davvero toccante per chiudere in bellezza un’esperienza epica.
Finiti i concerti c’è tempo per festeggiare: ci sono Justin e Danny che bevono birra insieme ai Nin e ai Maximo Park e io, che sono sempre con la bocca aperta dal pomeriggio, mi metto a sorseggiare vino guardando i miei idoli che si divertono mettendo musica dall’iPod e ballando come i peggio fessi sulle note dei Motorhead.
Verso l’una arrivano gli shuttle per gli hotel, io accompagno i musicisti verso l’uscita, e guardo Justin Chancellor, mio idolo e fonte di ispirazione per il modo assurdo che ha di suonare il basso e vorrei dirgli: “Sai, io ho iniziato a suonare il basso imparando i tuoi pezzi…” ma mi sento un deficente (chissà quanti glielo avranno già detto) e non dico nulla. Lui invece mi dice “Man…d’you wannaa’beeeer?” (era un pò sfatto).
Declino il cortese invito, faccio salire tutti sullo shuttle e poco dopo torno in albergo.
Ho avuto la foto di Justin che cambia musica dall’ipod come sfondo del mio cellulare per 4 mesi dopo quella serata. Commovente.
Posted on June 29, 2009 with 1 note-
midailascaletta posted this
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